5 metodi per organizzare il tuo guardaroba + 1

Chiudi gli occhi e immagina di aprire l’armadio e non avere il solito mancamento al pensiero di doverlo mettere a posto; allunghi la mano e trovi il vestito giusto in un secondo, sentendoti al top dopo averlo indossato. Solo nei film?

Beh, con la bacchetta magica non ce la si fa, questo te lo concedo. Ci sono tuttavia dei metodi per organizzare l’armadio che vale la pena di conoscere e te ne parlo in questo articolo.

La strada per arrivare ad avere davvero il guardaroba dei sogni è scoprire quali sistemi esistono già, scegliere quello che più si avvicina alle nostre esigenze e personalità e, infine, lavorarci con metodo.

1. Metodo classico (o della nonna)

Il metodo classico consiste nell’avere un guardaroba adatto ad ogni occasione. Si avrà quindi il guardaroba per il lavoro, quello per il tempo libero (passeggiate, shopping etc.), quello da sera e per ogni cerimonia si avrà un vestito dedicato.

Offre il vantaggio di avere a disposizione una grande varietà di vestiti, scarpe e accessori tra cui scegliere e di poter cambiare look ogni giorno in base all’umore.

Presenta di contro lo svantaggio di essere molto dispendioso e, soprattutto per chi ha un carattere indeciso o un’attitudine all’accumulo, molto faticoso da gestire.

Oltre che per i cambi di stagione, che in questo caso diventano piccoli tour de force, occorrerà infatti avere tanto tempo disponibile per la cura e il riordino dei capi, specie qualora si abbia anche una famiglia di cui occuparsi.

2. Metodo guardaroba capsula

La proprietaria di una boutique di New York, Susie Faux, inventò questo metodo negli anni ’70 e lo chiamò Capsule Wardrobe.

In estrema sintesi consiste nello scegliere pochi capi, di alta qualità e facilmente abbinabili tra loro, adatti a varie situazioni.

Quando ci si addentra nel voler scoprire di quali indumenti chiave si parla, quasi tutte le blogger riconducono a: camicia bianca, pantaloni neri sartoriali, trench, tubino, blazer nero, maglione di cachemire, ballerine e dècollète. Qualcuna indica anche i jeans, naturalmente sempre riferendosi a capi di altissima qualità e prezzo elevato.

Nel tuo caso potrebbero essere chiodo, t-shirt bianca, jeans e Doctor Martens. Il senso è pochi selezionati capi passepartout per il proprio stile di abbigliamento.

Il vantaggio è un’ottimizzazione del tempo per vestirsi quando si deve uscire; se tutto è facilmente abbinabile e la scelta si riduce tra pochi abiti anche il tempo per prepararsi diminuisce.

Lo svantaggio è che i capi di ottima qualità costano molto e bisogna di conseguenza poterseli permettere; inoltre si rischia facilmente la noia se non si è abili nell’arte di abbinare gli accessori o se si amano le fantasie e i colori accesi.

3. Project 333 e il minimalismo

Questo metodo è in realtà una sfida, lanciata nel 2010 da Courtney Carver, autrice del blog Bemorewithless, ai suoi lettori. Consiste nell’utilizzare, tra vestiti, cappotti, scarpe, borse e accessori, soltanto 33 capi per 3 mesi.

appendiabiti per minimal wardrobe

Lo scopo è imparare a liberarsi del superfluo e, che riusciate o meno a stare nei 33 capi con precisione, avrete il vantaggio di dover dedicare poco tempo al riordino e cura del vostro guardaroba.

Sul minimalismo vorrei scrivere un post a parte perché è un argomento che mi sta a cuore.

Per ciò che concerne l’organizzazione dell’armadio questo metodo ha secondo me lo svantaggio di richiedere l’abilità di saper creare abbinamenti e la disponibilità di molto tempo per lo scelta di ciò che si vuole conservare.

Per sapere come procedere con il progetto 333 potete leggere questo articolo da Vero Biologico che è molto chiaro e veloce.

4. Metodo di Marie Kondo

Autrice di un best seller internazionale, Marie Kondo è l’attuale vera regina (quasi) incontrastata del decluttering.

La pratica di liberarsi degli oggetti vecchi o inutili è il focus della nostra sopra citata autrice giapponese, la quale lo interpreta nel conservare soltanto ciò che si ama (perché se non lo ami automaticamente non ha senso conservarlo).

Questo metodo, che ha gli stessi vantaggi e svantaggi del progetto 333, è spiegato perfettamente da questo articolo di Housemag.

5. Metodo Pao

Chi è Pao? Sono io, Alessandra Paolucci, anche detta dagli amici: Pao 🙂 Come ti accennavo all’inizio di questo post, ho pensato che la sintesi della mia esperienza potesse servire come spunto a qualcuno; eccola:

Scegliere fa bene a prescindere

Nel mio approccio all’organizzazione dell’armadio per primi ho provato, senza successo, sia il metodo capsule wardrobe che il progetto 333.

Per me che non sono abile negli abbinamenti non si sono dimostrati appropriati; la scelta di conservare alcuni abiti piuttosto che altri si è rivelata difficoltosa anche perché, nel capire cosa mi valorizza, tendo a non essere obiettiva con me stessa.

Ho scoperto e provato ad approcciare anche un altro paio di metodi che qui non ho approfondito e che sono il metodo delle forme delle corpo (mela, pera, triangolo etc.) e il Kibbe (metodo di David Kibbe).

Perché non li ho trattati? Data la complessità, hanno richiesto mesi di studio a me che ho tanta pazienza, non voglio male a chi mi legge 🙂 se ti interessa approfondire anche questi scrivimi e ti mando i link giusti per avere maggiori informazioni su questi sistemi.

Premesso tutto quanto sopra è importante sottolineare che, grazie a tutti gli input ricevuti in questo flusso di informazioni, sono riuscita a smaltire tutti gli indumenti che non utilizzavo. Ti consiglio di fare questo passaggio a prescindere dal metodo che sceglierai per te.

Prenditi il tempo di selezionare i capi che non usi più e regalali, oppure rivendili o scambiali su Depop o Armadio Verde. Che senso ha avere un armadio pieno di cose che non utilizzi?

Elimina tutto ciò che non è della tua taglia e tutto ciò che non ti fa più sentire a tuo agio, anche se si parla di un acquisto d’impulso che ha ancora il cartellino. Monetizza, ricicla, riusa e perfino l’ambiente ne gioverà, oltre che il tuo portafoglio e umore ovviamente.

Scopri quale stile ti valorizza

L’approccio della Kondo, e tutto quanto sopra, per il mio modo d’essere e gusto non sono bastati.
Cosa vuol dire che la camicetta mi deve dare gioia? Che siccome sono piccola di statura non devo mettere le gonne lunghe ma se metto una gonna sopra il ginocchio in realtà sembro più bassa? Stavo impazzendo.

Ho cercato una consulenza professionale che mi desse consapevolezza di cosa mi dona e valorizza e di quali colori prediligere e ho trovato Giusy de Gori.

Mi sento di consigliarla perché prima ho provato senza soddisfazione altri tipi di consulenze d’immagine; Giusy è stata invece in grado di individuare in pochi passaggi quali tipi di capi suggerirmi e su quali colori puntare e anch’io mi sono vista, finalmente, bene.

Se al di là di una consulenza individuale ti interessa scoprire un mondo, tra armocromia e stile, ti consiglio il suo blog o la sua pagina Facebook.

Trova il tuo metodo

guardaroba con vestiti e manichino

A questo punto ti sarai fatta un’idea di quale, fra i sistemi proposti, è quello che più ti risuona.

E’ il momento di pianificare: prendi carta e penna e il calendario.

Comincia a pensare a quanto tempo potrebbe volerci a ripulire il tuo armadio da ciò che non ti serve.

Scrivi tutte le azioni necessarie e in quanto tempo intendi portarle a termine.

Considera che anche lo smaltimento di ciò che hai scartato va organizzato.

Cerca di essere realista e non pensare di poter fare tutto in un giorno! In questo modo ti crei ansia, minando la possibilità di avere successo.

Fatto questo pensa a quale premio ti concederai al termine di questo lavoro: un nuovo paio di scarpe? Un week end fuori città per rilassarti?

Bene! Ora procedi a scrivere il premio alla fine della tua lista di azioni da fare e impegnati con te stessa/o a non acquistare nulla fino a che non avrai finito.

Se hai scarsa forza di volontà o tendi a perderti in mille cose, come già spiegato nel post che parla dei documenti di casa, abbi cura di mettere anche dei piccoli premi intermedi lungo il percorso di organizzazione.

Ad esempio: nella prima settimana organizzo tutta la scarpiera e mi premio con una cena fuori. La seconda settimana mi occupo di giacche e cappotti e mi compro un paio di occhiali da sole… etc. etc.

Conosci altri sistemi per organizzare il guardaroba che non ho illustrato oppure hai altre idee che ti va di condividere? Vuoi un consiglio? Vuoi una mano a sistemare il tuo guardaroba? Fammi sapere cosa ne pensi tu nei commenti qui sotto.

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