5 strategie per decidere velocemente sul lavoro

Cosa fare quando manca il coraggio di prendere una decisione?

Tutti ci interfacciamo con la sfida di scegliere quotidianamente, chi con scioltezza e senza problemi, chi meno. Solitamente impariamo il fastidio dell’indecisione quando si affaccia l’adolescenza e, improvvisamente, scegliere quale vestito mettersi per uscire ci si pone di fronte come un Problema da risolvere.

Chiaramente trattasi invece di “problema” che impariamo a gestire tutti piuttosto in fretta ma è umano che sia così, che ci si possa sentire indecisi perfino su cosa indossare, le emozioni sono infatti parte significativa del nostro processo decisionale e rendono più complesso prendere decisioni lucide senza tergiversare. 

Sul lavoro però l’indecisione può costare cara, a maggior ragione quando attanaglia chi lavora in proprio, che di tempo da perdere ne ha meno di tutti e che subisce la pressione della paura, soprattutto quella di non scegliere la strada corretta perché ne va della propria sopravvivenza economica.

La prima strategia per decidere velocemente è il non volerlo fare per forza subito

archiviare per rilassarsi

Come prima cosa, per non rischiare di perdere davvero troppo tempo con lo sguardo fisso nel nulla, anche se prendere la decisione che ci sta mettendo in croce ci pare questione di vita o morte, dobbiamo sforzarci di prenderne le distanze. 

Decidere velocemente non è sinonimo di fare la scelta corretta e sbagliare completamente per la fretta non è quello che vogliamo, giusto? 

Allentiamo la pressione su noi stessi e ricordiamoci che decidere in fretta non vuol necessariamente dire farlo subito.

Meglio quindi dormire su questa decisione una notte in più che commettere un errore che avremmo potuto evitare tirando un attimo il fiato e concentrandoci su un’altra attività, meno urgente e non troppo impegnativa a livello mentale, per qualche ora.

Ci si può mettere ad archiviare i fogli sparsi sulla scrivania o riordinare la stanza ma se non funziona perché l’emotività è davvero alle stelle, andare a bere un caffè o fare due passi allontanandosi fisicamente dall’ufficio anche solo per qualche minuto può essere altrettanto efficace.

La seconda strategia per decidere velocemente è l'accettare di poter sbagliare

Anche le decisioni ben ponderate sono purtroppo fallibili. Per quanto ci si sforzi di pensare e rimuginare all’infinito su tutte le opzioni che la scelta che dobbiamo fare ci porrà di fronte, l’incognita c’è sempre, non abbiamo la possibilità di controllare tutte le circostanze esterne che possono mandare all’aria i nostri piani.

Anche questa strategia serve per allentare la pressione interiore e rendere il nostro processo decisionale il più possibile lucido, ripulito dall’emotività in eccesso che può farci pentire il giorno dopo aver preso una certa strada di aver fatto un passo in quella direzione.

Per cui, se si tratta di una decisione che non sposta la pianificazione del lavoro che ti eri fatta, non tergiversare oltre e scegli, altrimenti continua a leggere e prendi nota di tutto quello che puoi fare per decidere.

La terza strategia per uscire dall'indecisione è ascoltare (solo) sé stessi

Se hai un team, dei collaboratori o dipendenti o dei professionisti con cui collabori, coinvolgili e senti il loro parere. 

Spesso capita di aver accumulato troppo stress e potrebbe essere che il peso che avverti per la scelta che non riesci a fare sia dovuto soltanto ad un momento di particolare stanchezza.

Anche se hai un mentore e si tratta di una decisione che reputi molto rilevante puoi chiederle/gli un parere esterno che ti aiuti a prendere una risoluzione, così pure come se ti fidi e stimi in particolare qualche famigliare o amico che solitamente ti consiglia bene.

Tieni conto però di essere tu al timone della tua azienda e che il suo successo o fallimento avranno un riflesso in primis sulla tua vita, per cui non farti confondere da nessuno e fidati di quanto senti giusto fare tu.

Pur essendo nell’epoca dei Big Data, quando si tratta di scegliere, i top manager ancora oggi (negli USA nella misura di 8 su 10 addirittura) si affidano al proprio istinto anziché ai numeri, così come ha fatto e consiglia anche gli altri di fare niente meno di Steve Jobs.

Fidati quindi almeno all’ 80% del tuo istinto, se non riesci a farlo totalmente.

La quarta strategia per uscire dall'impasse è ricordarsi che la vita non è (solo) lavoro

Passiamo al lavoro così tanto tempo che è davvero facile confondersi, perfino quando si lavora come dipendenti, e credere che la nostra vita sia fatta soltanto (o quasi esclusivamente) di lavoro.

Per alleggerire la pressione di una decisione che ci paralizza è bene, se tutte le strategie precedenti non avessero ancora funzionato, ricordare a sé stessi che oltre al lavoro la nostra vita è fatta di affetti, interessi, passioni, esperienze e che anche se dovessimo fare scelte sbagliate e ritrovarci a piedi con il lavoro beh, la vita non finirebbe per questo.

Ridimensionare la questione, anche qualora si trattasse di cambiare lavoro/settore/stile di vita, è importante perché i nostri punti saldi, le nostre radici sono sepolte al sicuro dentro noi stessi e le abbiamo tutti.

La quinta strategia è chiedere una consulenza a un esperta/o

Un altro degli errori che commette chi lavora in proprio, causato soprattutto dalla mancanza di tempo unita al carico di responsabilità e stress che comporta l’attività, è quella di sottovalutare la possibilità di chiedere aiuto e di pensare di dover risolvere ogni minima singola questione in totale autonomia.

Cosa potrà mai infatti saperne chi non vive la stessa situazione? Un esperto ha a che fare con molti business simili al nostro!

E dato che ci sono esperti di ogni settore, potrà mai essere che nessuno possa aiutarci a prendere una decisione corretta per la nostra attività? 

Chiedere una consulenza professionale non è sintomo d’incapacità bensì, al contrario, di intelligenza e visione davvero imprenditoriale.

Quindi, se ho intenzione di comprare un nuovo utensile per la mia officina o software per il mio ufficio per stare al passo con la concorrenza ma sono indeciso, perché non so se rientrerò dell’investimento e ho poca liquidità a disposizione, perché non fare due chiacchiere prima con il commercialista?

Se sono in difficoltà economica e mi dicono che ci sono grandi opportunità nel digitale perché non mi informo prima con un esperto di Digital Marketing per capire se davvero ha senso per la mia attività avere anche un e-commerce?

Qualsiasi sia la decisione che dobbiamo prendere c’è senz’altro chi può aiutarci dandoci un parere professionale.

Purtroppo, specialmente per ciò che concerne il business online tutto è ancora molto oscuro riguardo alle varie figure professionali del web marketing per tantissimi liberi professionisti e piccoli imprenditori e spesso non si ha idea a chi potersi rivolgere.

Ecco perché sto preparando una guida gratuita per aiutare chi vuol saperne di più e se tu sei tra queste persone iscriviti alla mia Newsletter per non perderla.

Perfino parlando del mio lavoro di assistente virtuale, una professione che negli USA esiste dagli anni ’90 del secolo scorso (!), tantissimi pensano ad Alexa di Amazon. 

Se anche tu ne sai poco non perdere l’occasione di approfondire e scoprire di cosa si tratta leggendo il mio post che ti spiega chi è e cosa fa la Virtual Assistant.

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