Voglia di buttare via tutto

… e ricominciare da zero?!?

voglia di buttare via tutto

Alzi la mano chi non ha mai avuto, nemmeno una volta, la voglia di buttare via tutto, resettare, partire e magari addirittura non tornare.

Da qualche anno quando vengo colta da questo genere di raptus e quelli similmente super intelligenti tipo: farsi togliere tutti i peli con il laser (o con il machete non importa) pur di non doversi più depilare; tagliarsi i capelli corti salvo poi pentirsene (valido anche per frange, ciuffi e cambio colore dei capelli) e altre dabbenaggini simili che credo comuni a tante altre donne in certe fasi del ciclo e della vitasono istantanei e passano così velocemente da non penetrare mai nel mio cervello per il tempo necessario a considerarle come idee serie (meno male!).

donna che ha voglia di buttare via tutto e ricominciare da zero

Tuttavia se su questo stato alterato dell’essere mettiamo anche la stanchezza della giornata (le giornatone capitano a tutti) e al rientro a casa ci si trova di fronte un caos incredibile da sistemare invece che potersi lanciare sul divano, ecco che può succedere di iniziare a colpevolizzarsi per aver accumulato troppi oggetti, per essere delle casalinghe fallite e arrivare alla conclusione di essere “sbagliate” minando la propria autostima.

Se prosegui nella lettura cerco di spiegarti perché quasi certamente non hai nulla di grave che non va e come puoi fare per affrontare questa situazione una volta per tutte.

Buttare via tutto è (anche) una malattia

Del disturbo da accumulo (disposofobia) ti ho già parlato nell’articolo dove spiego come mai potresti avere un armadio pieno di vestiti che non metti. Si tratta di quelle persone che soffrono di un disturbo psichico a causa del quale non riescono a buttare via nulla, nei casi più gravi addirittura nemmeno la pattumiera.

C’è anche l’altra faccia della medaglia chiaramente ed è la disposofilia o gli altrimenti detti in inglese compulsive declutterer, persone che sentono l’esigenza incontrastabile di buttare via tutto.

In questo articolo di Fabio Deotto su wired.it viene spiegato bene come anche in questo caso si tratti di un disturbo da trattare a livello medico, conducendo i pazienti a “imparare a vivere in una situazione di normale disordine e accettare il fatto che l’ordine (così come la perfezione) non sia un obiettivo raggiungibile“.

Eliminare il superfluo in casa

Purtroppo però, in attesa di futuri robot per la casa a costo pop, per avere una casa più ordinata e pulita in poco tempo l’unico “trucco” che funziona è quello che contenga una quantità di oggetti ragionevole.

Cosa intendo per “ragionevole”? Proporzionata al tempo che si vuole dedicare a questi oggetti.

Al momento infatti non si può pensare, a meno che non si disponga del denaro necessario per stipendiare una colf, di trovare sempre in ordine e pulito quando si torna a casa senza darsi un minimo da fare ed è questo minimo che rende il “ragionevole” una variabile.

eliminare il superfluo in casa

Ad esempio: se come me non hai nessuna voglia di perdere due/tre giorni all’anno tutti gli anni della tua vita per fare il cambio armadio, ha senso anche per te studiare, come ho fatto io, quale può essere il tuo guardaroba minimo adeguato e vendere o regalare tutto ciò che non usi oppure che conservi pur essendo superfluo.

Viceversa se per te non costituisce un problema avere un armadio a tre ante pieno soltanto dei tuoi vestiti (perché anche se non li usi desideri averli disponibili e hai messo in conto che questo ti comporterà molto tempo da dedicare alla loro manutenzione) non soffri di disturbo da accumulo, hai semplicemente fatto una lecita scelta di vita.

Come liberarsi degli oggetti individuati come inutili?

In assenza di una diagnosi medica che attesti una nevrosi patologica, il raptus da voglia di buttare tutto (e l’angoscia e ansia che ci assalgono quando rientriamo a casa e la troviamo nel caos) si può risolvere in almeno quattro modi differenti:

  1. decidere che desideriamo avere più ordine e impegnarci a eliminare tutti quegli oggetti che risultano superflui rispetto a ciò che abbiamo voglia e tempo di manutenere;
  2. stabilire quanto sopra ma non avere il tempo materiale disponibile da dedicare a questo lavoro e affidarlo a un professionista;
  3. decidere di voler più ordine e organizzare meglio il nostro tempo per riuscirci;
  4. decidere di voler accettare che la casa si trova nelle condizioni non ottimali che troviamo quando rientriamo la sera perché vogliamo conservarne tutto il contenuto, ma non abbiamo (o non vogliamo investire) più tempo di quello che già impieghiamo per riordinarla.
le cose che possiedi alla fine ti possiedono. cit. FIGHT CLUB

La difficoltà di fare ordine dentro e fuori

Detto così può apparire semplice ma non sempre lo è, anzi, spesso non lo è affatto; ecco perché esistono i professional organizer e ho studiato percorsi per affiancare le persone nell’acquisire questa consapevolezza rispetto ai propri oggetti e gestirli quindi con maggiore serenità ed equilibrio.

In medio stat virtus dicevano gli antichi, la virtù sta nel mezzo perciò l’equilibrio non è mai negli eccessi. Quello che non è sempre altrettanto lapalissiano è che l’equilibrio è un’oscillare tra positivo e negativo, non stare seduti in attesa dell’illuminazione.

Per lo stesso motivo anche il fare decluttering con efficacia, pur avendo pleonastiche ripercussioni emotive e comportamentali benefiche sulla nostra vita, può apparire molto facile descritto a parole e nella pratica invece, soprattutto emotivamente e per moltissime persone, esserlo molto meno.

Buttare le cose vecchie fa bene

Buttare le cose vecchie fa bene

Può aver senso conservare la propria pagella delle medie a 40 anni?

Ovvio che no, ma ti sfido a buttarla senza tentennamenti.

Quell’orribile bomboniera che ti ha regalato il cugino della zia di tuo cugino non hai il coraggio di esporla su una mensola ma: siamo sicuri che non la tieni in un cassetto? Perché? 🙂

Scommetto che hai anche tu la tua serie di oggetti di cui razionalmente ti libereresti senza problemi ma praticamente conservi perché non si sa mai (punzonatrice utilizzata l’ultima volta nel 2008) oppure perché è un peccato – come se facessi un torto a qualcuno – buttarla via (bomboniere e ricordini vari).

Eppure buttare le cose vecchie fa bene perché lasci spazio a quelle nuove e perché ti rende consapevole che oggi non sei più nel 2008, non usi più la punzonatrice e nessuno si ricorda di averti regalato una bomboniera vent’anni fa e perché.

Sei andata avanti, sono successe cose e hai maturato esperienza, magari utilizzi ancora gli stessi indumenti e oggetti ma forse lo fai solo per abitudine, perché non hai avuto il tempo di chiederti se ne hai ancora voglia, se li senti ancora “tuoi” o no.

Eliminare il superfluo poi, sopra ogni altra cosa, ti regala la comprensione di cosa è per te invece essenziale ma questo è l’argomento del mio prossimo post.

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2 Comments

  1. Rosa 30 Ottobre 2019 Rispondi
    • admin 30 Ottobre 2019 Rispondi

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