Vuoi un rientro dalle vacanze soffice?

Come combattere lo stress da rientro

 

Esiste una certificata sindrome che colpisce milioni di italiani ogni estate ed è quella dello stress da rientro. I neurologi consigliano diverse contromisure da prendere qualora si presentasse questo disturbo tra cui fare pensieri positivi.

In altre parole, quando si viene assaliti dalla malinconia e dall’ansia, invece di farsi prendere dal vortice del lamento interiore è più utile e intelligente concentrarsi sui propri desideri e progetti e sulle proprie risorse per realizzarli.

Se vuoi qualche idea di come fare a stabilire quali sono i tuoi obiettivi autentici puoi leggere questo post.

 

Se non puoi cambiare la tua quotidianità cambia la tua mentalità

 

Uno dei motivi scatenanti più frequenti della sindrome da rientro è fare un lavoro che non piace e il doverci tornare mette, chiaramente, angoscia.

Soprattutto di questi tempi però non è affatto semplice pensare di cambiare lavoro se quello che facciamo non ci soddisfa più.

Per qualcuno, ad esempio per quelle persone che con il loro lavoro mantengono anche la prole, una scelta simile a volte non è neanche contemplabile.

In altri casi si è profondamente insoddisfatti della propria routine senza conoscerne esattamente il motivo.

 

Quindi cosa si può fare?

 

Un semplice esercizio può aiutarti a imparare a identificare per prima sempre la parte mezza piena del bicchiere piuttosto che quella mezza vuota e allenare la tua mente a riconoscere il lato positivo delle situazioni e focalizzarti su quello.

Comprati un bel quaderno e una penna per te speciale. Ogni giorno, quando rientri a casa, come prima cosa ti siedi e scrivi 3 cose belle che ti sono accadute, anche apparentemente molto banali, che però ti hanno fatto provare un’emozione positiva.

Il collega che è sempre burbero con te ti ha offerto il caffè. La collega pettegola ti è stata alla larga perché aveva da fare. Il cliente ti ha ringraziato per la tua gentilezza e così via.

All’inizio farai un’enorme fatica a identificare queste piccole cose da scrivere la sera.

Dopo qualche giorno di esercizio già molto meno.

Dopo un paio di settimane la tua mente, essendosi abituata al dover svolgere questo compito, orienterà l’attenzione sui fatti positivi anziché quelli negativi in automatico.

Quando non puoi cambiare una realtà che ti affligge e fatichi troppo ad accettarla per come è, aiutati che il ciel ti aiuta come dicevano le nostre nonne. Se ci pensi bene, non ha alcun senso auto flagellarsi.

Ovviamente questo esercizio è utile qualsiasi lavoro tu faccia e anche se non lavori, è trasversale, non costa nulla e ha un effetto molto potente sul tuo benessere interiore.

Prosegui fino a quando ne senti la necessità e riprendilo ogni volta che ti avvolge la nuvola nera delle preoccupazioni.

 

Prova a cambiare prospettiva e ridimensionare il malessere che provi

 

Sindrome da rientro o meno a tutti capitano dei momenti di stanchezza e scoraggiamento, anche a me che sono molto positiva e ottimista di natura e che riesco a risollevare anche gli elefanti.

Vuoi sapere come faccio a superarli?

  1. ripenso a quando ho avuto momenti peggiori e che li ho superati, perciò mi rendo consapevole che si tratta di una fase che passerà;
  2. ricordo a me stessa che il solo vero problema grave che può capitarmi è quello di ammalarmi senza avere nemmeno la minima speranza di guarigione. Tutti gli altri non sono problemi irrisolvibili sono solo ostacoli temporanei alla mia serenità;
  3. porto la mia attenzione su tutto ciò che ho di positivo nella vita e ringrazio per la mia fortuna, dopo tutto i miei problemi attuali non sono al momento gravi (vedi punto 2).

 

Ci ho già provato ma non ci riesco proprio!

 

Se hai già provato con costanza e impegno a uscirne come ti ho proposto sopra o con altri mezzi e non ce l’hai fatta, chiedi aiuto.

Di questi tempi, purtroppo, sono quasi più le persone che a vari livelli soffrono di ansia, panico e depressione che quelle che stanno bene.

Le tecniche e le figure professionali che possono (e vogliono!) aiutarti sono molteplici.

Come prima cosa fai valutare la tua situazione da un medico. Psichiatra, neurologo o psicologo o psicoterapeuta sapranno dirti se per te in questo momento è necessaria una terapia farmacologica e/o di essere seguita/o da uno psicoterapeuta o meno.

Se i suddetti medici stabiliscono che non è imprescindibile seguire una terapia medica allora puoi pensare a figure di supporto alternative come ad esempio una maestra di Yoga – Mindfulness – Meditazione, farti trattare da un operatore shiatsu o un riflessologo, un counsellor o un coach oppure una naturopata come me.

La naturopatia come tutte le altre pratiche che ti ho citato ad esempio qui sopra possono potenziare gli effetti delle cure farmacologiche e/o psicoterapeutiche accorciando i tempi di guarigione. Se il tuo medico è d’accordo puoi integrarle nel tuo percorso di cura.

 

Agata

ottimizzazione spazi abitativi

Tornare a casa non è più una gioia perché pensi a quanto lavoro hai ancora da fare per pulirla e riordinarla?

Nell’ambiente che occupi quotidianamente ci sono troppe cose e non trovi mai quello che ti serve subito?

Continui a girare a vuoto e non concludi tutto ciò che vorresti?

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